La memoria
prima dell’emergenza

La biosicurezza non si costruisce solo con prodotti, protocolli e attrezzature, ma si consolida nel tempo attraverso parole, documenti, formazione e tempestività dell’informazione.
Perché controllare un rischio invisibile significa, prima di tutto, trasformarlo in una predisposizione quotidiana degli Attori di Filiera.
Prima dell’emergenza. Prima dell’allerta. Prima ancora della compartimentalizzazione.
Molto prima che la biosicurezza diventasse un tema ricorrente della Salute Animale, Unitec aveva già scelto una direzione precisa: documentare, informare, formare.

Tutto cominciò con Antec Biosecurity Handbook, distribuito ai veterinari su richiesta all’insegna di un pay-off che ancora oggi suona come una dichiarazione di identità:
“La certezza della disinfezione. La nostra forza.”
Era più di un manuale. Era un messaggio di metodo.
Quel primo vademecum raccontava una disinfezione che non poteva restare pratica approssimativa, affidata all’abitudine, all’esperienza individuale o alla buona volontà del momento.
Doveva diventare certezza tecnica. Scelta consapevole. Procedura verificabile.
Poi arrivarono le circolari informative, ancora spedite tramite posta.
In tempi in cui l’informazione tecnica non viaggiava alla velocità dei social, Unitec scelse una strada lenta ma solida: scrivere, spiegare, spedire, fornire a veterinari e allevatori contenuti utili, consultabili, archiviabili.

Dalla prima circolare al Tavolo di Filiera. La gestione in biosicurezza degli automezzi parte nel 1998 per diventare argomento strategico per le produzioni animali venticinque anni dopo.
Nel 1998, una prima nota tecnica richiamava l’importanza della gestione in biosicurezza dei mezzi di trasporto. Un tema allora forse sottovalutato, ma destinato a diventare cruciale.
Gli automezzi non sono solo interfacce logistiche. Sono superfici contaminabili, punti di contatto, vettori potenziali. Attraversano aziende, territori, filiere, zone sanitarie diverse. Possono connettere siti produttivi che dovrebbero restare separati.
Capirlo prima degli altri significava, ancora una volta, giocare d’anticipo.
Lo stesso filo conduttore è arrivato fino a TruckAbility, evento di filiera del giugno 2023 dedicato alla biosicurezza della logistica. Poche settimane dopo, il primo focolaio di PSA negli allevamenti suinicoli professionali avrebbe ribadito, con la durezza dei fatti, l’importanza strategica della disinfezione degli automezzi per contrastare patologie diffusibili sul territorio.
Non era comunicazione d’emergenza. Era preparazione prima dell’emergenza.
Questo è il punto: nel momento di picco epidemico, la Filiera può applicare solo le procedure che i suoi Attori hanno già mandato in memoria prima.
Il tragitto culturale culmina in BWEB – Biosicurezzaweb.net, un sito nato non per essere un semplice biglietto da visita aziendale, ma per diventare uno strumento di lavoro.
Documentazione. Informazione. Formazione. A 360 gradi.
BWEB posiziona Unitec come Hub One Health e collega la biosicurezza a una transizione profonda della veterinaria: dalla risposta tradizionale basata sui sintomi verso una prospettiva più ampia di contrasto olistico ai vettori di contagio.
In questa visione, la biosicurezza non è un capitolo accessorio, ma la trave portante di un nuovo modo di fare veterinaria.
Ecco perché la comunicazione entra a pieno diritto tra le nove caselle del gioco vincente.
Perché senza comunicazione non c’è condivisione.
Senza condivisione non c’è apprendimento.
Senza apprendimento non c’è cultura.
Senza cultura non c’è biosicurezza.













