Conformità

Conformità

Dalla tanica alla matrice

La detergenza è la casella che più chiaramente mostra l’evoluzione del “gioco” della biosicurezza.

Le moderne lance schiumatrici ad alta efficienza per uso professionale, oggi percepite quasi come una dotazione obbligata dell’Arsenale Igiene, si sarebbero imposte sul mercato solo molto più tardi, a partire dall’inizio del nuovo Millennio.

I primi anni Novanta erano invece i tempi in cui l’applicazione dei detergenti — nei casi allora ancora episodici in cui veniva effettivamente eseguita — avveniva spesso in ammollo.

HD3

È in quel contesto storico che Unitec iniziò a proporre HD3, una delle prime formulazioni detergenti sviluppate per l’impiego in allevamento: buona bagnabilità, rapidità d’azione e intensa capacità emulsionante nei confronti dello sporco soft-medio.

A quel tempo, promuovere la detergenza significava dare una corretta impostazione al protocollo di igiene e disinfezione.

Dopo trent’anni, le nuove consapevolezze sul ruolo del biofilm hanno sparigliato le carte.

Il biofilm non è semplice sporco aderente o deposito superficiale. È una matrice biologica organizzata, una capsula di sopravvivenza per batteri filmogeni spesso zoonosici, un ecosistema protetto in cui i microrganismi possono persistere, adattarsi e sfuggire più facilmente all’azione dei trattamenti chimici. È anche un possibile reservoir ambientale di ARG, i geni di resistenza agli antimicrobici coinvolti nella diffusione dell’antibioticoresistenza.

Questo ha cambiato il compito stesso del detergente.

Non basta più “lavare”. Non basta più rimuovere lo sporco visibile. Non basta più pulire genericamente strutture e superfici.

Un detergente avanzato deve penetrare la matrice organica, favorire il distacco dello sporco, migliorare la predisposizione delle superfici all’azione biocida e contribuire a contrastare le condizioni che favoriscono l’accumulo di biofilm e riducono l’efficacia della successiva disinfezione.

Oggi, trent’anni dopo, il valore di una soluzione detergente non può essere misurato solo in funzione dei benefici attesi dalla sua applicazione. Deve essere validato in funzione del suo profilo intrinseco: comportamento reologico, capacità di copertura, permanenza utile sulla superficie, forza chimico-funzionale, schiumostabilità, qualità della schiuma, efficacia sullo sporco organico e coerenza con il contesto operativo.

Lo sviluppo della piattaforma decisionale NexClean EVO consente oggi a Unitec di compiere questo salto: non limitarsi a proporre un portafoglio di detergenti, ma costruire una matrice di posizionamento capace di guidare la scelta della formulazione in funzione della classe reologica, del driver formulativo, della generazione tecnologica, del profilo prestazionale e del target applicativo.

Questa è la vera evoluzione.
Dal detergente come prodotto al detergente come scelta tecnica.
Dalla tanica alla matrice.
Dal prezzo di fustella al costo per metro quadrato pulito
(C2C – cost-to-clean).

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le mosse vincenti “giocate” da Unitec.

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