Spillover

Spillover

Un libro cult di questo 2020 in cui COVID-19 … la fa da mattatore, ma anche un testo imprescindibile per comprendere le dinamiche che sottendono al nascere e all’evolvere delle pandemie. Gli scienziati stimano l’esistenza di 700.000 di virus sconosciuti in mammiferi e uccelli che avrebbero il potenziale per innescare una zoonosi. Proteggere gli animali dalle loro patologie infettive è la prima barriera per proteggere l’uomo anche dalle crisi sociali. Un’incontestabile valenza One Health per la moderna professione veterinaria.

Non vengono da un altro pianeta e non nascono dal nulla. I responsabili della prossima pandemia sono già tra noi: sono i virus che oggi colpiscono gli animali ma che potrebbero da un momento all’altro fare un salto di specie – uno spillover in gergo tecnico – e colpire anche gli esseri umani … Il libro è unico nel suo genere: un po’ saggio sulla storia della medicina e un po’ reportage, scritto in 6 anni di lavoro durante i quali David Quammen ha seguito scienziati al lavoro nelle foreste congolesi, nelle fattorie australiane e nei mercati delle affollate città cinesi. L’autore ha intervistato testimoni, medici e sopravvissuti, ha investigato e raccontato con stile quasi da giallo poliziesco la corsa alla comprensione dei meccanismi delle malattie. Le sue pagine più avventurose, che tengono il lettore con il fiato sospeso come in un romanzo noir, riescono a cogliere la preoccupante attualità delle “emergenze epidemiche”.

La grande domanda è come intercettare questo rischio prima che si verifichi la “questione pandemia”: sulla base di questo presupposto, condividere la filosofia One Health significa operare proattivamente tramite un approccio collaborativo, multidisciplinare, intersettoriale e coordinato per affrontare i rischi relativi all’interfaccia tra ambiente, ecosistema animale e salute umana.

Altre letture consigliate:
Global Hotspots and Correlates of Emerging Diseases. Allen T. et al. (2017)
Host and Viral Traits Predict Zoonotic Spillover from Mammals. Olival K.J. et al. (2017)