NEFC #06

Rubrica di appunti per la detergenza professionale in allevamento

Dalla schiuma apparente al valore misurabile

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Reologia intelligente del detergente: dalla schiuma apparente alla resistenza reale del biofilm

Reologia intelligente del detergente: dalla schiuma apparente alla resistenza reale del biofilm

La domanda

In allevamento, quando si applica un detergente schiumogeno su pavimenti, pareti, soffitti, divisori, attrezzature o superfici irregolari, ciò che osserviamo subito è la schiuma.

Una schiuma abbondante, uniforme e compatta può trasmettere una sensazione visiva di buona copertura. Ma ciò che vediamo ci dice davvero quanto è efficace il detergente che abbiamo scelto?

Non necessariamente.

Se la schiuma drena rapidamente, collassa, scorre verso il basso, non bagna adeguatamente la matrice o non mantiene un contatto utile con la superficie, il volume apparente dice poco sulla reale prestazione detergente.

La domanda corretta non è soltanto: quanta schiuma produce il detergente? ma come si comporta sulla superficie e quale resistenza deve contribuire a superare?

La detergenza non dipende da un singolo attributo visivo. È il risultato combinato tra formulazione, superficie, matrice da rimuovere, tempo, azione meccanica, temperatura e risciacquo. Bagnabilità, interfacce, struttura del sistema e condizioni applicative concorrono alla performance complessiva [4–5].

Dalla schiuma apparente al
comportamento reale della formulazione

La reologia studia come un fluido scorre, si deforma e risponde quando viene sottoposto a una forza. Per una formulazione detergente strutturata non basta quindi conoscere soltanto un valore statico di viscosità: interessa capire come la struttura cambia durante l’applicazione e come recupera quando la sollecitazione meccanica diminuisce.

La tissotropia descrive una variazione strutturale reversibile e dipendente dal tempo, indotta dal flusso o dallo sforzo di taglio (shear) [1,3].

Tre momenti da osservare
APPLICAZIONE PERMANENZA RISCIACQUO
La soluzione detergente deve attraversare correttamente idropulitrice, lancia e ugello e distribuirsi anche su superfici verticali o complesse. Dopo l’applicazione deve aderire, restare umida, limitare il drenaggio precoce e mantenere un contatto utile con la matrice. Al termine del tempo d’azione deve poter essere allontanata insieme ai residui mobilizzati, senza diventare un ostacolo operativo.
In soldoni? La reologia descrive come il detergente si comporta mentre sta realmente agendo.

Dal volume di schiuma prodotto alla
performance funzionale del detergente

Il valore della detergenza avanzata non consiste nel massimizzare la quantità di schiuma, ma nel trasformare proprietà della formulazione in comportamenti funzionali osservabili e comparabili.

Fluidificazione sotto sforzo di taglio

Nel passaggio attraverso l’idropulitrice e la lancia schiumogena una formulazione strutturata può ridurre la propria resistenza al flusso per effetto dello sforzo di taglio (shear), facilitando erogazione e distribuzione.

Perché conta: migliora l’applicabilità della soluzione detergente e la capacità della formulazione di raggiungere tutta la superficie in modo uniforme e omogeneo.

Tissotropia e Recupero Strutturale

Terminato lo sforzo di taglio generato in corso di erogazione e applicazione, una formulazione tissotropica può progressivamente ricostruire la propria struttura. Non significa semplicemente diventare “più viscosa” ma che il suo comportamento dipende da quanto e per quanto tempo è stata sollecitata [1–3].

Perché conta: il recupero strutturale può favorire aderenza e permanenza,
limitando il drenaggio precoce e prolungando il contatto utile con la matrice [1–3].

Tenuta strutturale della schiuma (Foam Lock)

Nel linguaggio NexClean EVO™ indicata la capacità della struttura schiumosa di mantenersi sufficientemente compatta e funzionale da contrastare un drenaggio troppo rapido.

Perché conta: la schiuma non deve rimanere immobile a ogni costo.
Deve mantenere una struttura utile abbastanza a lungo senza compromettere il successivo risciacquo.

Aderenza, tempo di posa e tempo effettivo sulla superficie

Il tempo di aderenza (Cling Time) descrive per quanto tempo la formulazione detergente rimane aderente alla superficie prima che drenaggio, scorrimento o perdita di struttura ne riducano significativamente la permanenza.

Non va confuso con il tempo di posa ovvero il tempo previsto dal protocollo tra l’applicazione del detergente e il successivo risciacquo. È quindi un tempo nominale o procedurale.

Il Time-on-Surface (TOS) descrive invece il tempo durante il quale la formulazione rimane effettivamente presente sulla superficie e può continuare a interagire con la matrice da rimuovere.

TEMPO DI POSA Quanto il protocollo prevede di attendere prima del risciacquo.
TEMPO DI ADERENZA Quanto a lungo la formulazione riesce ad aderire alla superficie.
TEMPO EFFETTIVO SULLA SUPERFICIE Quanto a lungo la formulazione rimane realmente presente e funzionale durante la detergenza.
Perché conta: un tempo di posa teorico elevato non garantisce automaticamente un contatto altrettanto lungo. Se la formulazione drena rapidamente, scorre verso il basso o perde precocemente la propria struttura, il Time-on-Surface reale può risultare inferiore al tempo di posa previsto. Una formulazione capace di mantenere adesione e struttura più a lungo può invece contribuire a ridurre questa differenza, aumentando l’opportunità di contatto tra detergente, superficie e matrice da rimuovere.

Il protocollo stabilisce il TEMPO DI POSA. La formulazione determina quanto di quel tempo si converte realmente in TIME-ON-SURFACE.

Schiumogenesi, schiumabilità e schiumostabilità

Schiumogenesi, schiumabilità e schiumostabilità descrivono aspetti diversi: rapidità di formazione, quantità prodotta e capacità della struttura di mantenersi nel tempo. Sono parametri utili, ma nessuno di essi, isolatamente, equivale a efficacia detergente [5].

Risciacquabilità

Una formulazione capace di aderire a lungo ma difficile da eliminare non rappresenta necessariamente il profilo operativo ideale.
Il risciacquo deve contribuire ad allontanare detergente, sporco e matrice mobilizzata e lasciare la superficie correttamente predisposta alla successiva disinfezione [9].

Reologia intelligente del detergente: dalla schiuma apparente alla resistenza reale del biofilm

Reologia intelligente del detergente: dalla schiuma apparente alla resistenza reale del biofilm

il detergente è solo metà della storia

Il detergente non lavora nel vuoto. Incontra residui organici, incrostazioni minerali, superfici diverse e – nei contesti più critici – biofilm strutturati.

Un biofilm maturo è una comunità microbica organizzata all’interno di una matrice extracellulare (EPS – Extracellular Polymeric Substance), che contribuisce alla stabilità, alla coesione, all’adesione e alla capacità del biofilm di rispondere alle sollecitazioni.

Viscoelasticità, coesione, adesione e porosità sono tra le proprietà più rilevanti per comprenderne il comportamento durante la rimozione [6,8].

Le condizioni fisiche in cui il biofilm si sviluppa contano: il flusso dei fluidi e gli sforzi di taglio possono influenzare adesione, struttura e distacco [7]. Per questo biofilm formati in condizioni differenti possono opporre una resistenza alla rimozione diversa.

Perché conta

Quando il detergente raggiunge la superficie, non incontra quindi semplicemente uno “sporco” uniforme,
ma può confrontarsi con una matrice biologica organizzata, capace di aderire alla superficie,
deformarsi sotto l’azione delle forze e opporre una resistenza variabile alla rimozione.

La resistenza reale del biofilm

Con “resistenza reale” non intendiamo un nuovo indice né un valore oggi misurato direttamente da NexClean EVO™. È un modo semplice per descrivere l’insieme delle proprietà fisiche e strutturali che possono rendere un biofilm più o meno difficile da penetrare, deformare, disgregare e rimuovere.

VISCOELASTICITÀ Il biofilm può deformarsi e adattarsi sotto una sollecitazione senza rompersi immediatamente. Modulo elastico, deformazione critica e punto di transizione aiutano a descriverne la stabilità meccanica; valori più bassi tendono a essere associati a una maggiore facilità di distacco, ma non costituiscono soglie universali [6,8].
COESIONE È la forza che mantiene unite le diverse parti del biofilm. Se viene superata, possono staccarsi frammenti superficiali mentre porzioni più profonde restano ancorate: frammentare il biofilm non si traduce necessariamente in rimozione completa [6].
ADESIONE Descrive il legame tra biofilm e superficie. Per una rimozione completa non basta disgregare la matrice: occorre anche superare le forze che la mantengono ancorata al supporto [6,7].
STRATO BASALE A BASSA POROSITÀ La parte più profonda del biofilm può presentare maggiore adesione e meno spazi vuoti. Una minore porosità può limitare l’accesso della soluzione detergente, mentre la maggiore adesione rende più difficile il distacco [6].

Reologia intelligente del detergente: dalla schiuma apparente alla resistenza reale del biofilm

Reologia intelligente del detergente: dalla schiuma apparente alla resistenza reale del biofilm

Quando la prestazione incontra la resistenza:
tutto accade all’interfaccia

Da una parte c’è la matrice che deve essere rimossa. Dall’altra c’è la soluzione detergente e il modo in cui deve agire:

RESISTENZA DEL BIOFILM PRESTAZIONE DEL DETERGENTE
SI DEFORMA • RESTA COESO • ADERISCE • PERSISTE ADERIRE • PENETRARE • DISGREGARE • RIMUOVERE
RESISTENZA DEL BIOFILM SI DEFORMA • RESTA COESO • ADERISCE • PERSISTE
PRESTAZIONE DEL DETERGENTE ADERIRE • PENETRARE • DISGREGARE • RIMUOVERE

Non si tratta semplicemente di opporre “forza” contro “forza”. L’azione detergente è l’esito dell’interazione tra chimica della formulazione, comportamento reologico, struttura e composizione del deposito, caratteristiche della superficie, tempo di contatto e azione meccanica.

La formulazione possiede un comportamento. La matrice oppone una resistenza. L’azione detergente “si fa largo” nell’interazione tra le due variabili.

ADERIRE

La formulazione deve raggiungere la superficie, distribuirsi e mantenere il contatto con la matrice.

PENETRARE

La soluzione detergente deve bagnare la matrice e raggiungere – per quanto consentito dalla sua struttura – pori, canali e zone accessibili del biofilm.

DISGREGARE

L’azione chimica e fisica deve contribuire a indebolire la matrice, ridurne la coesione e favorire la mobilizzazione del deposito.

RIMUOVERE

Il materiale disgregato e mobilizzato deve infine essere allontanato dalla superficie mediante risciacquo.

SUPERFICIE PREDISPOSTA PER LA DISINFEZIONE

Il vero risultato della detergenza non è la quantità di schiuma visibile sulla parete: è una superficie effettivamente pulita e correttamente predisposta alla successiva azione biocida.

Reologia intelligente del detergente: dalla schiuma apparente alla resistenza reale del biofilm

Cosa sappiamo
e cosa non sappiamo ancora

Non esiste oggi una formula universale che permetta di dire:

“a questo tipo di biofilm corrisponde automaticamente questo tipo di detergente”

I biofilm possono differire molto per composizione, struttura, maturità, superficie di crescita e condizioni ambientali. Anche i metodi utilizzati per misurarne le proprietà meccaniche non sono ancora completamente uniformi. I valori reologici del biofilm non possono essere quindi tradotti direttamente in una precisa condizione operativa di detergenza [6].

NexClean EVO™ non propone un abbinamento automatico detergente–biofilm ma una lettura razionale e strutturata del percorso:

Reologia intelligente del detergente: dalla schiuma apparente alla resistenza reale del biofilm

NexClean EVO™: cosa osservare in pratica

Non guardare solo la schiuma. Osserva come lavora e su cosa deve agire.
Dalla schiuma apparente alla prestazione osservabile, misurabile e comparabile del detergente.

 

La formulazione viene erogata e distribuita correttamente?

OSSERVAZIONE
Fluidificazione
Comportamento in applicazione

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Osserva come la formulazione attraversa il sistema applicativo e si distribuisce sulla superficie.

La schiuma aderisce alla superficie?

OSSERVAZIONE
Aderenza
Copertura

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Valuta se la formulazione resta dove è stata applicata e copre in modo utile la superficie.

Resiste al drenaggio prematuro?

OSSERVAZIONE
Tenuta strutturale della schiuma (Foam Lock)
Resistenza al drenaggio

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Verifica se la struttura limita il deflusso precoce, soprattutto sulle superfici verticali.

Rimane umida e funzionale?

OSSERVAZIONE
Tempo di contatto attivo
Tempo effettivo sulla superficie (TOS)

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Valuta per quanto tempo la formulazione rimane realmente presente e funzionale, non soltanto il tempo di posa nominale.

Riesce a bagnare e raggiungere la matrice?

OSSERVAZIONE
Bagnabilità
Potenziale di penetrazione

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Osserva la capacità di entrare in contatto con le strutture accessibili del deposito o del biofilm.

Recupera struttura dopo lo sforzo applicativo?

OSSERVAZIONE
Recupero strutturale
Rigelificazione

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Valuta se la formulazione ricostruisce progressivamente la propria struttura quando diminuisce lo sforzo di taglio.

Il deposito viene progressivamente mobilizzato?

OSSERVAZIONE
Interazione detergente–matrice

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Osserva se la matrice perde integrità e diventa più facilmente rimovibile.

Il risciacquo rimuove formulazione e residui?

OSSERVAZIONE
Risciacquabilità
Rimozione

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Verifica che il processo si chiuda senza lasciare il detergente o i residui mobilizzati come ostacolo operativo.

La superficie è correttamente predisposta alla fase biocida?

OSSERVAZIONE
Preparazione della superficie

IMPLICAZIONE OPERATIVA
Valuta il risultato finale della detergenza in vista della successiva disinfezione.

Il futuro? Osservare come
il biofilm resiste alla rimozione

La ricerca sta sviluppando sistemi sperimentali capaci di osservare come un biofilm risponde contemporaneamente a sollecitazioni chimiche e fluidodinamiche.

Un esempio sono le piattaforme microfluidiche per biofilm (biofilm-on-a-chip): piccoli sistemi nei quali è possibile controllare il flusso, variare lo sforzo di taglio e applicare differenti trattamenti chimici, seguendo nel tempo la risposta del biofilm [10].

Non sono ancora strumenti di routine per valutare la detergenza negli allevamenti, ma suggeriscono una direzione interessante: passare dall’osservazione del solo risultato finale allo studio controllato sulle opzioni di reazione del biofilm durante il processo di rimozione.

Criterio guida NexClean EVO™

Prima di scegliere o valutare un detergente schiumogeno, non chiederti soltanto: “Fa tanta schiuma?” Chiediti invece:

COME ARRIVA? fluidificazione • applicazione • copertura
COME RIMANE? recupero strutturale • tenuta della schiuma • aderenza • resistenza al drenaggio
COME INTERAGISCE? bagnabilità • penetrazione • contatto • capacità di disgregare la matrice
CHE RISULTATO OTTENIAMO? rimozione • risciacquabilità • preparazione della superficie

E quando la matrice comprende anche biofilm: QUALE RESISTENZA DEVE CONTRIBUIRE A SUPERARE?

PROMEMORIA FAQCheck

SCHIUMA ≠ PERFORMANCE

La schiuma è ciò che vediamo. La prestazione è ciò che dobbiamo misurare.

La resistenza della matrice è ciò che dobbiamo comprendere.

Vuoi capire non solo quanta schiuma produce il tuo detergente, ma come lavora contro il challenge reale della superficie?

Bibliografia

  1. Mewis J, Wagner NJ. Advances in Colloid and Interface Science. 2009;147–148:214–227.
  2. Barnes HA. Thixotropy—a review. Journal of Non-Newtonian Fluid Mechanics. 1997;70(1–2):1–33.
  3. Mezger TG. The Rheology Handbook: For Users of Rotational and Oscillatory Rheometers. 4th ed. Hannover: Vincentz Network; 2014. 432 pp. ISBN 978-3-86630-842-8.
  4. Showell MS, ed. Handbook of Detergents, Part D: Formulation. Surfactant Science Series, Vol. 128. Taylor & Francis; 2006. 530 pp.
  5. Rosen MJ, Kunjappu JT. Surfactants and Interfacial Phenomena. 4th ed. John Wiley & Sons; 2012. Print ISBN 978-0-470-54194-4.
  6. Bachlechner C, Zand E, Eisenrauch V, Mauermann M, Jäger H, Schottroff F. Biofilm Properties and Their Implications for Cleaning Processes in the Food Industry – A Review. Journal of Food Protection. 2026;89(2):100695.
  7. Adeboye A, Onyeaka H, Al-Sharify Z, Nnaji N. Understanding the Influence of Rheology on Biofilm Adhesion and Implication for Food Safety. International Journal of Food Science. 2024:2208472.
  8. Wang X, Xue J, Zhu H, Chen S, Wang Y, Xiao Z, et al. Advances in biofilm characterization: utilizing rheology and atomic force microscopy in foods and related fields. Advanced Composites and Hybrid Materials. 2024;7:143.
  9. Maillard J-Y, Centeleghe I. How biofilm changes our understanding of cleaning and disinfection. Antimicrobial Resistance & Infection Control. 2023;12:95.
  10. Nguyen AV, Yahyazadeh Shourabi A, Yaghoobi M, Zhang S, Simpson KW, Abbaspourrad A. A high-throughput integrated biofilm-on-a-chip platform for the investigation of combinatory physicochemical responses to chemical and fluid shear stress. PLoS ONE. 2022;17(8):e0272294.
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