25 Anni di Biosicurezza in Un Augurio

25 Anni di Biosicurezza in Un Augurio

25 anni di Unitec

L’intuizione è sempre una scintilla quando illumina la notte: soltanto allora le idee sono libere di fluire per ordinarsi nella mente…

… Un’Impresa non può campare puramente di allori economici e finanziari, ma anzi deve individuare la propria linfa in una progettualità che catalizzi soprattutto la rivalutazione del capitale umano e la valorizzazione dell’apporto di innovazione: le due variabili per risolvere l’equazione del Progresso…

… Quando il notaio ratifica l’atto costitutivo con la successiva formalità delle firme, le tante, lunghe e travagliate ore trascorse a immaginare, verificare, rivedere e prevedere sbiadiscono nella memoria.

Sembra bastare semplicemente una mattina di tarda primavera. Straripante di vitalità e traboccante di energia: il decollo avviene così.

Tuttavia il tempo vola… pare ieri, ma son trascorsi già 25 anni.

Nozze d’Argento con la biosicurezza: davvero un bel tragitto di vita, non solo professionale. Una monogamia assoluta a braccetto di una certezza tenace da convertire però in consenso e adesione tra abitudini e attitudini di filiera.

22 Maggio 2021: giorno di festa, ma anche di bilanci, ricordi e ringraziamenti.

Da allora tanta acqua è passata sotto ai ponti… oops!… soluzioni disinfettanti e detergenti, non solo acqua!

In 25 anni di protocolli di igiene e disinfezione abbiamo consigliato l’impiego di tanti litri di soluzione quanti il fiume Po ne farebbe sfociare nel Mare Adriatico in 10 minuti. Alternativamente, avremmo potuto allenare Federica Pellegrini in ben 240 piscine olimpioniche oppure consentito all’Archistar Renzo Piano la progettazione di oltre 100 repliche del suo visitatissimo Delfinario, tutte rigorosamente… full-solution. Probabilmente sono solo capziosi trastulli numerici, ma, come sempre, le immagini aiutano a tracciare meglio una traiettoria aziendale interamente dedicata a contribuire all’evoluzione della gestione sanitaria in Salute Animale.

A quel tempo, infatti.

Biosicurezza era solo un vocabolo sconosciuto ai più, che peraltro facevano estemporaneo e coatto ricorso (spesso mal fidato) alla disinfezione: un puro atto di fede, niente di più. Il concetto di protocollo di igiene e disinfezione era ancora abbozzato, perché le valenze strategiche di un detergente erano ancora tutte da scoprire anche nella maggioranza delle realtà zootecniche più avanzate. Le produzioni animali intensive dovevano ancora cimentarsi con grandi emergenze virali, come influenza aviare o malattia vescicolare del suino, che avrebbero cominciato a far trasparire l’importanza della prevenzione. Molti disciplinari erano in fieri, come la Direttiva Europea per il controllo degli agenti zoonosici oppure appena ai loro albori, ad esempio il Regolamento Comunitario sui prodotti biocidi.

La questione antibioticoresistenza sarebbe deflagrata in tutta la sua gravità soltanto nel 2015, in concomitanza – giorno più o giorno meno – con il devastante attentato terroristico del Bataclan.

Una generazione è stata necessaria per far mutare drasticamente lo scenario per la biosicurezza, che oggi è divenuta la base d’appoggio per il Triangolo della Salute Animale. Lo testimonia chi ha il privilegio di vivere in presa diretta e in esclusiva ottica di prevenzione – fin dal giorno zero – la progressiva multifattorialità delle eziologie delle patologie animali; la specifica ricerca di informazione degli utenti; le diversificate sollecitazioni del Consumatore e lo scadenzato aggiornamento del corpo normativo.

Oggi, invece.

Esiste la visione olistica One Health, format sanitario prioritariamente basato su strategie di prevenzione e sul riconoscimento globale dell’indissolubilità tra Salute Umana, Salute Animale e Salute Ambientale. Medici Veterinari e Produttori Zootecnici devono confrontarsi con la Nuova Legge di Sanità Animale che individua nella biosicurezza il proprio albero maestro, sul cui pennone più alto sventolano le bandiere di valori desueti e intangibili per lo stereotipo della vecchia zootecnia: responsabilità, cultura, formazione, informazione, etica e comunicazione.

Il Mondo si sta appena risollevando dalle forche caudine della pandemia globale che ha dimostrato sulla pelle di tante persone il valore della prevenzione, dell’osservanza delle misure igieniche e del rispetto dei sottili equilibri ambientali – dinamiche invisibili agli occhi di tutti ma che paradossalmente avvengono sotto gli occhi di tutti – in cui i Protagonisti sono sempre e soltanto loro: virus e microrganismi. Un’esperienza trascendente e trasversale che, con tutta probabilità, ci ha formato a essere tutti istintivamente più… biosicuri a tutela e protezione del nostro Prossimo.

Sono stati 25 anni di resilizienza continua, in cui il posizionamento aziendale ha fatto leva sul principio dell’equità nelle relazioni di lavoro, sulla conformità della proposta d’acquisto, sull’anticipazione delle macrotendenze di mercato, come molto più sinteticamente comunicato dai pay-off stessi del marchio, che si sono alternati nel tempo.

Dopo tutti questi anni di rinnovamento del settore e di impegno professionale, la grande soddisfazione è constatare che il nostro DNA codificante ha sempre sequenziato una Carta dei valori declinata secondo la Regola delle 5 C.

Correttezza. Per privilegiare un comportamento etico, leale, trasparente e comprensivo nel contesto professionale e nei rapporti personali.

Competenza. Per associare proposte di listino a tecnologie di applicazione e supporti formativi, sensibilizzando e motivando Produttori e Attori di Filiera al sistematico ricorso ai capitolati di biosicurezza in allevamento.

Capacità. Per combinare efficacia, convenienza ed eco-efficienza nei protocolli di igiene e disinfezione nell’interesse della filiera e non per interessi di lucro.

Condivisione. Per dimostrare interattività e propositività in ogni relazione, perché un’idea concorre al Progresso solo in assenza di divieti di circolazione.

Cordialità. Per sorridere sempre. Con simpatia e mai per accondiscendenza, anche nei momenti in cui il lavoro diventa più complesso o… spinoso.

Un anniversario senza ringraziamenti sarebbe però una festa un po’ anomala: in un quarto di secolo la loro lista è piuttosto lunga e la smemorataggine è dunque un rischio elevato dietro l’angolo. Comunque non resta che provare… a esprimere la nostra gratitudine a tutti.

Grazie ai nostri Clienti, che hanno condiviso le stesse convinzioni, verificandole sul campo dove hanno potuto apprezzare anche la nostra vigile vicinanza.

Grazie ai nostri Partner, che hanno confidato nelle nostre capacità, irrobustendole con la qualità dei prodotti e la sostenibilità dell’offerta.

Grazie ai nostri Fornitori, che hanno custodito i nostri inventari e assicurato la puntualità delle consegne; che ci hanno reso più visibili in rete e su carta; che hanno assicurato la conformità e la congruità delle nostre scritture contabili; che hanno diligentemente gestito i nostri incassi e i nostri pagamenti; che hanno sempre offerto un colpo di mano nei momenti in cui c’era un bisogno.

Grazie alla nostra Organizzazione Commerciale che ha sempre puntellato il nostro impegno nel compito non facile di diffondere la cultura della biosicurezza tra tutti gli Attori della Filiera.

Grazie ai nostri Lettori che hanno avuto la pazienza e la caparbietà di arrivare fino all’ultima riga.

Infine…

Grazie a noi stessi che in ogni circostanza abbiamo saputo fare squadra insieme, sostenendoci a vicenda sulla strada di un unico e condiviso obbiettivo, anche a costo di sopportarci sempre e comunque nei momenti di confronto.

Con l’augurio di altrettanti anni di Impresa e… imprese.

Ad Maiora, Unitec!

Mark Alistair Beghian

Mappa Varco Biosicurezza

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