Telefoni cellulari: quale rischio infettivo per il veterinario?

Tocchiamo i nostri telefonini in media 150 volte al giorno: almeno così sostengono i bene informati.

Eppure ignoriamo che un telefono cellulare può essere addirittura 7 volte più infettivo della tavoletta del wc e che lo smartphone può fungere da reservoir per l’80% dei più comuni batteri umani, molti dei quali antibioticoresistenti.

Una “mappatura” del touchscreen (1) ha evidenziato che la maggioranza delle specie ospiti (Staphylococcus spp., Micrococcus spp.) deriva dal microbiota saprofita cutaneo, seguita da quella orale, polmonare e intestinale, mentre ridotta ma comunque sempre presente è la componente dei patogeni opportunisti, che in certi ambiti professionali può comunque essere particolarmente dannosa, perché è una possibile causa di infezioni incrociate.

Parallelamente alla diffusione dei telefoni cellulari come strumenti di lavoro, è anche aumentata l’attenzione della comunità scientifica per la valutazione del loro ruolo di potenziali vettori di contagio per gli Attori della Salute, sia Umana che Animale (2).

Ad esempio, gli stessi stipiti antibioticoresistenti (Escherichia coli, Proteus mirabilis) possono essere isolati sulle mani (anestesista, pet-owner, chirurgo), sui telefoni mobili (anestesista, chirurgo, tecnico veterinario) e sui tavoli operatori di una clinica veterinaria, socchiudendo l’ipotesi che tali ceppi possono giungere a contaminare perfino l’area pulita dell’ambulatorio perché veicolati da uno smartphone (3).

Un altro studio ha invece evidenziato un rischio zoonosico veicolato dal telefonino per il veterinario di campo, in particolare per i professionisti dell’allevamento suino.

Infatti, in uno studio che ha coinvolto la valutazione microbiologica di 115 cellulari, la prevalenza di Staphyloccus aureus MRSA ad elevata patogenicità è stata superiore al 20% (24/115).

Purtroppo – per la connaturata esposizione ai rischi biologici – il veterinario aziendale è risultato il proprietario del cellulare infetto nei quasi 2/3 dei casi (15/24): questo è forse il dato più sorprendente e inquietante allo stesso tempo emerso dalla ricerca (4).

Invece, per altri Autori, il nocciolo del problema non è colpa dei telefonini, ma una questione di scarsa sensibilità all’igiene personale, in particolare alla pulizia e alla disinfezione delle mani (5).

A questo proposito, indagini batteriologiche (Queens University – Belfast UK) eseguite sui touchscreen di 50 smartphones appartenenti a medici e altri operatori sanitari, ha dimostrato che solo il 62% degli apparecchi era contaminato e per meno di 3 Unità Formanti Colonia, perché – nonostante che l’88% dei proprietari sul sito sperimentale facesse uso regolare del mezzo (e per oltre la metà dei casi per motivi strettamente connessi all’attività clinica e ambulatoriale ndr) – all’epoca in cui lo studio fu eseguito il tasso di adesione (compliance rate) alle procedure di igiene delle mani era del 98%.

Consigli di Biosicurezza

  1. Limitare l’introduzione di telefoni cellulari nell’area pulita di una clinica veterinaria o di un allevamento.
  2. Istituire un protocollo di chirosicurezza per dipendenti, manodopera a contratto e visitatori che preveda la disinfezione frequente delle mani esclusivamente tramite gel barriera autorizzati, a garanzia di efficacia e sicurezza d’impiego.
  3. Pulire gli schermi dei telefonini ripetutamente nel corso della giornata con panni in microfibra usa-e-getta monouso, che eliminano l’80% della carica batterica.
  4. Disinfettare il cellulare settimanalmente con spray disinfettante a base alcoolica.

 

Bibliografia

  1. Egert M. et al. Bacteria on smartphone touchscreens in a German university setting and evaluation of two popular cleaning methods using commercially available cleaning products. Folia Microbiol 60(2):159-64 (2015).
  2. Bidone S. et al. The ubiquitous use of the mobile phone in operating rooms: what we know about the risks and what can be done. Assist Inferm Ric 38(4):165-173 (2019).
  3. Hespanha A.C. et al. Contamination by antimicrobial-resistant enterobacteria isolated from cell phones and hands in a veterinary hospital. Acta Vet Hung 69(3):216-222 (2021).
  4. Chapman X. et al. Bacterial contamination of cellular phones at a veterinary school and veterinary teaching hospital. J Zoonotic Diseases 5(2): 18-25 (2021).
  5. Mark D. et al. Mobile phones in clinical practice: reducing the risk of bacterial contamination. Int J Clin Pract 68(9):1060-4 (2014).
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